FANFICTION: CREARE UN OC

All’interno di una fanfiction, può essere necessario creare un oc. Ad esempio quando non è mai apparsa la madre di un personaggio e volete crearla per vedere il rapporto con il padre del personaggio o il personaggio stesso. Inoltre spesso chi inizia a scrivere fanfiction vuole creare un personaggio che possa affiancarsi al personaggio più amato, spesso un alter-ego.

Bisogna partire dal ruolo che questo personaggio dovrà avere nella storia e, a seconda del sesso, delle grandi linee delle sue vicende e della sua età, le sue caratteristiche cambieranno.

Una volta comprese queste grandi linee, bisogna conoscere abbastanza bene il fandom di cui si vuole scrivere, oltre a leggere\vedere il materiale canon bisogna anche informarsi, leggendo ad esempio wikipedia. Le ricerche sono importanti in ogni tipo di scritto.

Ora dobbiamo stabilire quattro punti essenziali:

  • Aspetto e caratteristiche fisiche
  • Il carattere, psicologia
  • background
  • Caratterizzazione

Aspetto e caratteristiche fisiche

Alcune caratteristiche fisiche cambiano anche la storia intorno.

Se il personaggio ha le orecchie a punta, l’aria leggiadra e la pelle diafana, ci dà l’idea di un elfo. Perciò il lettore si aspetterà un fantasy.

Se il personaggio è incredibilmente bello, ma non è un attore famoso, nessuno si accorge della sua bellezza e si considera brutto; sarà poco credibile se improvvisamente tutti si accorgono che è bellissimo, o che sia il solo a non accorgersene. L’unica è che il personaggio viva in un mondo in cui tutti sono bellissimi e lui, anzi, lo è meno di altri. Però, seguendo questa scelta, ci allontaneremo da un universo credibile.

Basta poco per rendere un personaggio imperfetto: un nasone a patata, i capelli troppo crespi, un po’ di pancetta, degli occhiali un po’ troppo ingombranti; ma se sono elementi veri. Non potete mettergli degli occhiali brutti come unico elemento di bruttezza e, quando se li toglie, si scopre che è un personaggio stupendo. Avrà gli occhiali perché ha un vero difetto visivo, senza gli verrà mal di testa e il suo carattere peggiorerà, o dovrà rimetterli quasi subito; non solo per fare l’effetto prima brutta – poi bella.

Anche se il personaggio ha gli occhi che cambiano colore, la storia non si svolgerà in un universo realistico, nemmeno verosimile.

Se il personaggio ha le ali o ha la pelle di un altro colore, potrà essere un angelo o un alieno. Nel primo caso la storia si svolgerà in un ambiente sovrannaturale, nel secondo in un fantascientifico.

Dovete stabilire alcuni piccoli difetti fisici ‘reali’ per non far sembrare il vostro personaggio irrealistico, o un Gary Tsue o una Mary Sue. [Elementi questi che affronteremo in un altro articolo].

Se il personaggio dice: ‘oh, ho un sedere perfetto, sono incredibilmente magro, come sono brutto’, questo sarà un modo per far sentire imbrogliato il lettore. Anche nei racconti più inverosimili, bisogna mantenere un rapporto con le certezze del lettore. O si sottolinea come nel mondo di cui si sta parlando bellezza e bruttezza siano intese in modo contrario al nostro mondo, o il lettore, con le sue conoscenze, penserà solo che l’autore lo stia deridendo.

Dal colore dei capelli e della pelle potrebbe derivare anche l’etnia del personaggio o la somiglianza con personaggi già presenti nel canon. Nel fandom di Dragonball Z non potete creare una nuova fidanzata per Vegeta, ad esempio, con gli occhi azzurri, i capelli color del cielo e pelle chiara senza che ci siano degli evidenti riferimenti a Bulma e gli altri personaggi se ne dovrebbero accorgere.

Una volta stabilito se il personaggio è magro, grasso, non troppo grasso, eccessivamente grasso, muscoloso, troppo magro, dovete mettere questo in relazione con la sua altezza.

Dovete stabilire anche il vestiario. In questo caso vi conviene scegliere una tipologia, ma sappiate che il personaggio si cambierà. Questo non vuol dire che dobbiate far sapere in continuazione al lettore cosa indossa in quel momento il personaggio. Basterà sottolineare i cambi più importanti. Ad esempio se il protagonista che solitamente si veste casual metal, deve andare in un incontro di lavoro, se vuole passarlo, probabilmente dovrà mettersi giacca e cravatta.

Ricordatevi che se hai capelli tinti di viola in un mondo realistico, questo lo farà discriminare dai bigotti, gli farà diminuire le possibilità di lavoro e farà essere il personaggio o molto giovane o anticonformista.

Ricordatevi che il vestiario dovrà essere legato anche all’ambiente. Se il personaggio si trova in inverno in una città in cui fa freddo, dovrà essere vestito pesante. Se il personaggio si trova in un luogo caldo, ma è abituato a climi tropicali, sarà vestito più pesante di quanto dovrebbe e questo lo farà notare.

Cercate di non mettere troppe caratteristiche particolari allo stesso personaggio. Se lo fate eccessivamente carico, sembrerà solo una caricatura. E questo vale anche per i poteri, nei mondi in cui sono presenti. O per gli stili di vestiario, sembrerà ridicolo se gli mettere giacca e cravatta, capelli punk, occhiali da sole con i lustrini, jeans con le borchie, risvoltini e ciabatte.

Ricordatevi anche che il suo vestiario sarà legato al suo livello socio-economico, oltre che ai suoi gusti. Forse non si potrà permettere una borsetta Gucci, anche se vorrebbe.

Nel caso il personaggio parli in prima persona, non si descriverà da solo. Non farà una lista della spesa dicendo al lettore, di cui non sa l’esistenza: sono alto x, sono magro, ho labbra perfette, sono timido, ho capelli biondi e occhi verde smeraldo. Inoltre sembrerà davvero poco modesto se aggiunge dettagli come perle color ambrosia e occhi come smeraldi brillanti come esposti al primo raggio di sole dell’alba.

Evitate anche l’abusata auto-descrizione davanti allo specchio. Lì controllate che il trucco non si sia sbavato, che mentre vi mettete il rossetto non vi trasformiate in dei clown, se siete più pallide del solito. Tranne che non abbiate molto tempo e siate molto egocentriche, non controllerete tutto il corpo, comprese le parti che nello specchio non si riflettono.

E’ meglio far filtrare le informazioni man mano nella storia. Se il personaggio è magro, ad esempio, passerà facilmente nei passaggi stretti. Se il personaggio è alto, raggiungerà gli oggetti posti più in alto rispetto ai personaggi bassi. Se il personaggio ha i capelli lunghi, se li ritroverà spesso in viso o passerà un tempo maggiore a pettinarli.

Se fate descrivere il personaggio indirettamente, dovete fare in modo che lo facciano diversi personaggi. Anche se su alcuni elementi saranno tutti d’accordo, vedranno la stessa caratteristica sotto punti di vista diversi.

Ad esempio:

  • Mi sono sempre chiesto perché Peter, con la sua altezza, non giocasse a basket.
  • Avrei voluto poter essere alto quanto Peter, invece sono così basso che non arrivo neanche al primo scaffale del mio mobiletto.
  • Ho sempre pensato che Peter fosse troppo alto, non riuscivo neanche a guardarlo negli occhi.

Tutti concordano sul fatto che Peter è alto. Evitate di dire un’altezza precisa, nessuno va in giro a misurare l’altezza delle persone. E anche quando glielo si chiede precisamente, probabilmente il personaggio nella risposta arrotonderà. Raramente dirà ‘sono alto 1.81’, probabilmente dirà: ‘1.80’ e non sarà neanche sicurissimo, se non ha fatto una visita medica in cui l’hanno misurato di recente.

Utilizzando il punto di vista degli altri personaggi, facciamo anche interagire i personaggi. Così vediamo anche che rapporto c’è tra i personaggi.

Inoltre ricordatevi bene l’aspetto del personaggio. Se è magra, non potrà avere le gambe molto formose. Se è cicciottella, non potrà avere le gambe parecchio snelle. O comunque se è così, avrà un che di sbagliato e non potremo considerarla bellissima.

Inoltre il personaggio non potrà sembrare bello e simpatico a tutti. Ogni caratteristica non è incontrovertibile per tutti. Anche se il personaggio è alto, probabilmente ci potrà essere qualcuno più alto di lui o alto quanto lui cui non sembrerà poi così alto.

N.B. Al lettore non dovete fare queste liste della spesa, ma voi scrittori quelle informazioni dovete saperle. Dovete conoscere la corporatura del personaggio, quanto è alto precisamente, il suo peso, se riuscite persino il giorno di nascita oltre che l’età e in che mese siete nella storia.

Attenzione, alcuni dettagli richiamano al lettore delle idee precise anche quando non lo fa la storia. Una mascella volitiva e squadrata, gli faranno pensare a un uomo deciso. Degli occhiali e un’aria curata rimanderanno a qualcuno con una certa cultura. Una barba non fatta può far pensare a un uomo d’azione o a qualcuno di sciatto. Se volete usare queste caratteristiche, ma non volete che al lettore sovvengano alcuni cliché classici, sfatate immediatamente queste immagini. O magari usate questo per spiazzare il lettore.

Esempio:

Si mise i suoi occhiali da vista, si strinse la cravatta e si passò la mano tra i capelli curati.

Fefè, ‘sto a uscì, vado a sballarme” disse.

Come vedete, il linguaggio immediatamente ci fa capire che è un tipo di persona ben diversa.

Non potete farlo con tutto. Se il personaggio ha i capelli brizzolati, è davvero improbabile che in un realistico possa essere giovanissimo.

Potete anche conoscere il prezzo dei vari indumenti che il personaggio indossa, ma ricordatevi di non farlo sapere ogni volta al lettore. Più dettagli sapete voi, meglio è. Più elementi inserite a forza nella storia, più confonderete il lettore e lo distoglierete dalla trama, annoiandolo.

Alcuni elementi fisici possono diventare qualcosa che modifica anche la caratterizzazione psicologica del personaggio.

Senza arrivare al Gobbo di Notre Dame, ricordiamo la novella di Verga: Rosso Malpelo. In cui il ragazzino è caratterizzato solo per il colore fulvo dei capelli che nella tradizione popolare è un colore che indica un’indole cattiva e violenta, tanto che il giovinetto finisce per avere il carattere che si aspetta da lui, perdere un’identità e alla fine perdere addirittura la vita.