Giornata autore: intervista a… Alessio Del Debbio

Nome scrittore: Alessio Del Debbio
Anno di nascita: 1981
Bio: Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016), Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017).
Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori toscani.
Links:
https://www.facebook.com/alessio.deldebbio/
http://www.imondifantastici.blogspot.it
http://www.alessiodeldebbio.it

INTERVISTA:

– Raccontaci qualcosa di te. Come e quando è nato il tuo amore per la scrittura?
“Ciao a tutti! Il mio amore per la scrittura nasce in giovane età, quando mi divertivo a inventare storie (sempre fantastiche!) con i personaggi dei miei libri o dei miei cartoni preferiti, inventavo situazioni, scenette e anche giochi da fare con gli amici. Poi, col tempo, e con un taccuino sempre in tasca, ho cominciato a segnarmi tutte le idee, le frasi, i pensieri che mi passavano per la testa, iniziando poi a lavorarci sopra e trasformando confusi appunti nelle prime vere storie.”

– Di cosa trattano i tuoi libri?
“Dipende dai libri. Ho scritto dei libri per ragazzi/di formazione/un po’ sentimentali o young adults, dei racconti fantastici ispirati al folklore locale e, di recente, è uscito il mio primo romanzo urban fantasy: “Ulfhednar War – La guerra dei lupi”, una storia fantastica ambientata in Toscana, in particolare sull’Appennino. In generale tutti i miei libri hanno una forte componente territoriale, essendo ambientati in posti che conosco e a me vicini. Sia per valorizzare il territorio, e farlo conoscere anche a chi magari abita distante, che per vederlo con occhi diversi, magici direi.”

– Dove trovi l’ispirazione per una storia?
“Difficile risalire all’origine delle pazze idee del mio cervelletto. La maggior parte delle volte vengono per caso, mentre sto facendo altro, tanto che devo fermarmi e segnarmela, per non scordarmela. Spesso arrivano di notte, mentre sto per addormentarmi, infatti ho preso l’abitudine di lasciare un quadernino vicino a letto. Diciamo che quelle che arrivano naturalmente, senza pensarci troppo, sono quelle che lasciano maggiormente il segno e che poi riesco a sviluppare meglio.”

– Cosa ti ha spinto a scegliere il tuo genere letterario?
“Adoro il fantastico, fin da piccolo, da quando ho letto Lo Hobbit e me ne sono innamorato. Col tempo ho divorato tutta la produzione del maestro Tolkien e sono passato ad altri grandi autori (Martin, Abercrombie, la Zimmer Bradley). Negli ultimi anni ho scoperto la bellezza del fantastico italiano, soprattutto di scrittori emergenti, confermando e rafforzando il mio sodalizio con questo genere. Il fantastico ci fa sognare, ci spinge a vedere le cose con occhi diversi, senza limitarci alla realtà delle cose di tutti i giorni, ma andando oltre.”

– Self-publishing o casa editrice?
“Finora ho sempre pubblicato con casa editrice e, anche se non tutte sono state all’altezza del ruolo culturale che dovrebbero ricoprire, credo che continuerò su questa strada. Il selfpublishing è sicuramente una grande opportunità, economica soprattutto, ma bisogna saperlo gestire: lo scrittore che si autoproduce deve offrire al lettore un libro curato sotto tutti i punti di vista, così come farebbe un editore. Purtroppo questo non sempre avviene, ho letto e abbandonato libri autoprodotti scritti con i piedi, senza attenzione alla forma, allo stile, persino alle norme basilari dell’italiano, libri che purtroppo vanno a ingolfare il già tragico e sovraccarico panorama editoriale italiano, inquinando la categoria e magari anche quei pochi autori autoprodotti che scrivono oggettivamente dei libri ben curati.”

– Consigliaci uno o più libri da leggere…
“Uhm, attingendo alle mie ultime letture, vi consiglio Albion di Bianca Marconero (una bella rivisitazione moderna e originale della materia di Britannia), la saga Nephilim di Valerio la Martire (un urban fantasy ricco d’azione e sentimento) e On the road, di Kerouac, perché un classico ci sta sempre bene (anche se non è un fantasy!).”

– La fantasia influenza i tuoi scritti oppure usi un metodo di scrittura razionale?
“Uhm, nella stesura di un libro sono abbastanza metodico: parto dall’idea, la espando, creo i personaggi, le trame e le sottotrame e mi segno tutto. Schemi, tabelle, scalette dei capitoli, ecc, a volte li appendo alle bacheche, per seguire lo sviluppo della storia. La fantasia gioca un ruolo considerevole soprattutto quando si tratta di scrivere storie fantastiche; in quel caso mi piace attingere soprattutto al folklore e alla mitologia.”

– Lieto fine o plot-twist?
“Dipende dalle storie. Sono contrario al lieto fine a tutti i costi, non è realistico. Chiaramente dipende da molti fattori, anche dal target e dall’atmosfera data all’intera storia. In linea generale prediligo un lieto fine sofferto, conquistato, meritato dagli eroi, anche a costo di perdite e sofferenze precedenti.”

– Quali sono i tuoi interessi oltre la scrittura?
“Mi piace molto leggere, divoro un libro o due alla settimana, viaggiare, uscire con gli amici, pizza e birra in spiaggia. E sono un patito di serie tv!”

– Progetti futuri…
“Al momento sto correggendo, assieme all’editor, il romanzo urban fantasy che uscirà a fine anno. Niente Toscana, stavolta, ci spostiamo più a nord! 🙂 Poi sto scrivendo il terzo capitolo di “Ulfhednar War”, il conclusivo, che sarà a dir poco apocalittico.”

bookoria

Bookoria è un sito/progetto fondato dall’associazione Iside Onlus Messina (promozione arte & cultura).