Intervista alle autrici: Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

In esclusiva per la rubrica “Spiriti Creativi“, quest’oggi un’intervista doppia a due autrici fuori dagli schemi: Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia.
Il loro libro scritto a quattro mani “La Memoria del Futuro” è stato di recente pubblicato in seconda edizione da una giovane casa editrice di Pomezia: la PAV edizioni.

1) Presentatevi, raccontateci qualcosa di voi…
Mi chiamo Simona, sono nata nel 1973 a Genova, amo scrivere. C’è stato un periodo in cui scrivevo recensioni prettamente musicali, poi sono passata anche ad altre cose. Nel 2013 è iniziata l’avventura chiamata La memoria del Futuro con Silvia.

Mi chiamo Silvia, sono nata a Milano nel 1976. Adoro scrivere. Fin da piccola ho sempre amato raccontare storie, anche a me stessa. Il mio tema del diploma di scuola elementare era una sorta di racconto mezzo fantascientifico ispirato a E.T. Non ho del tutto abbandonato l’idea di riprendere medicina ma questa è un’altra storia. Nel 2013 Simona e io abbiamo iniziato a scrivere La Memoria del Futuro. Per me sarebbe il terzo romanzo anche se il primo, La Luna Oscura del Neckar, non lo sento del tutto mio perché fu un gioco. Il secondo, Ho Sognato Babilonia sì era mio e vorrei trovare il modo di poterlo correggere per bene e ripubblicarlo. Vi era molta della mia passione per la storia, il cinema e per Parigi. Ne La Memoria del futuro credo ci siano tante cose di noi, probabilmente anche qualcosa della nostra amicizia.

2) Come e quando è nato il vostro amore per la scrittura? Come vi siete conosciute?

Simona: Non c’è un momento preciso in cui posso stabilire quando è nato. Come è già più facile. Sono state le storie di Howard P. Lovecraft a far scattare la scintilla. Per molto tempo ho scritto poesie e alcune cose stile flusso di pensiero. All’inizio non è che fossi proprio una cima e il mio italiano era pessimo. Però, con gli anni e grazie alle molteplici letture che ho fatto, sono migliorata davvero tantissimo. Con Silvia ci siamo conosciute grazie alla nostra passione per la serie tv Fringe. Credo che l’abbia colpita la serie di teorie che ho scritto nel forum dedicato su Itasa, il sito dei sottotitoli. Da lì poi siamo andate avanti.

Silvia: Nell’infanzia, anche se ho capito che poteva essere il mio futuro nel 2003, leggendo un libro. Oceano Mare di Baricco. E in quel periodo iniziai a scrivere poesie senza rima e parodie di Star Wars ma già da tempo avevo cominciato a scrivere. Ricordo una mia parodia, scritta a quattro mani con mio fratello minore Marco, sulla nazionale di pallavolo di Velasco. Sì, furono le teorie di Simona a colpirmi lo ammetto, in mezzo a tanti fan italiani di Fringe pronti a parlare di stupidate, troppe stupidate (a morte le shipper!), lei fu la prima a dire qualcosa di intelligente. Affinità elettive come si dice.

3) Il vostro libro è stato scritto a quattro mani: è stato difficile organizzarvi oppure semplice?

Simona: Questa è una domanda abbastanza ricorrente, devo essere onesta. Non ci siamo organizzate. Esiste questa bellissima cosa chiamata Google Drive che ti permette di scrivere in tempo reale in contemporanea con altri. Quindi abbiamo iniziato ed è venuto tutto naturale. Ci sono momenti in cui intervengo io, perché a Silvia non vengono naturali i dialoghi, altri invece in cui lascio la palla a lei perché ci sono cose su cui credo di essere totalmente negata.

Silvia: Infatti benedetto Google Drive che ci aiuta parecchio. Anche ora lo stiamo usando per rispondere alle domande. Sì, faccio fatica a partire con i dialoghi poi quando lei mi dà il là temo di non potermi più fermare. Mi vengono più facili le descrizioni e i pensieri. Spero non siano troppo prolissi.

4) Come mai avete scelto tale genere letterario?

Simona: Perché è il mio genere letterario e cinematografico preferito. Si può dire che sono cresciuta a pane e fantascienza. Adoro questo genere che ti permette di fare delle critiche sulla società con l’escamotage del punto di vista lontano nel tempo. E le riflessioni più belle sull’umanità, sulla realtà, sulle alte questioni esistenziali le ho trovate proprio nella fantascienza.  Direi che è stato naturale per me scegliere questo genere, pur sapendo che non è proprio semplice e soprattutto ci sono troppi pregiudizi.

Silvia: Stessa cosa mia. Lo adoro perché credo si possa dire di tutto e di più. Come diceva il buon Asimov: la fantascienza può comprendere tutti i generi.

5) Di cosa tratta il vostro libro? (No troppi spoilers)

Simona: Nella trama ufficiale citiamo i tre protagonisti principali, Curtis Chapman, Dalia Robbins e Jason Mitchell, li tratteggiamo sommariamente e diciamo che scopriranno di avere in mano il destino dell’umanità. In realtà vorrei che arrivasse che si tratta di un viaggio. Il viaggio interiore dei protagonisti alla ricerca della verità su sé stessi e sul mondo.

Silvia: in aggiunta potrei dire che vi sono diverse domande sulla tecnologia e sulla scienza, su cosa possono fare di buono e di cattivo. Di come le cose non vadano mai date per scontate. E forse i perdenti sono migliori dei vincenti.

6) Pensate di scrivere in futuro qualcos’altro insieme? Avete dei progetti a solo?

Simona: Tempo permettendo, la saga sta ancora continuando. Stiamo attualmente scrivendo il quarto libro. Progetti a solo onestamente parlando non so, non mi ci vedo molto.

Silvia: E oltre a quello, abbiamo un sito da gestire e alcuni progetti top secret. Da sola? Non lo so. Forse dovrei riprendere in mano qualche idea lasciata lì da anni. Vedremo. Non lo so. Forse.

7) Il vostro libro preferito (anche più di uno)…

Simona: Autocombustione Umana di Bob Shaw, perché è stato il primo libro di fantascienza che ho letto e che mi ha cambiato la vita; Alta Fedeltà di Nick Hornby, perché alcune delle situazioni descritte nel libro le ho vissute in prima persona; Posso più parlare di autori che di libri in singolare. Adoro Ray Bradbury per la sua capacità di descrivere le emozioni umane e mi piacerebbe avere un’unghia di quel suo particolare talento. Mi piacerebbe avere anche la leggerezza di Banana Yoshimoto nel descrivere anche le cose più cupe. Mi fermo qui va.

Silvia: La Fata Carabina di Daniel Pennac perché mi ha fatto scoprire un autore incredibile che sa tratteggiare l’umanità come pochi, senza cattivi e buoni. Il grande mondo laggiù di Ray Bradbury. Una serie di racconti del grande Bradbury che in poche pagine tira fuori uno spessore psicologico incredibile, facendo emozionare e riflettere. La saga del Regno di Banana Yoshimito perché emerge non poco la sua passione per la natura e la avvolge di magia in tutti i sensi. Norwegian Wood di Haruki Murakami. Perché è il primo libro che lessi di Murakami e perché per la prima volta ho visto una protagonista, Midori, che dice di adorare il cibo e non se ne vergogna. Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Come si può non amare zia Jane?

8) Un piccolo slogan inerente al vostro libro?

Voglio credere nell’umanità, voglio trovare la crepa nell’oscurità.


La Memoria del Futuro
di Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia
ISBN: 9788899792107
Il futuro, il presente, il passato. Qual è l’ordine giusto? Si possono cambiare? C’è davvero la famigerata
freccia del tempo oppure tutto è mescolato?
Londra, tra 700 anni, qualcuno tornerà indietro per modificare gli eventi e permettere la realizzazione di
una profezia legata a tre persone molto diverse, ignare del proprio destino, e ad un’antica e dimenticata
civiltà sudamericana.
Curtis Chapman, un giovane e geniale inventore dal passato familiare burrascoso; Dalia Robbins,
appassionata ricercatrice di nuove cure per l’umanità, nella speranza di poter fermare le più terribili
malattie e Jason Mitchell un broker il cui unico scopo sembra essere quello di godersi appieno la vita in
ogni sfumatura possibile. Con loro grande stupore e sgomento, apprenderanno la verità sulle loro origini
e avranno nelle mani il destino del mondo intero.
La Memoria del Futuro è un libro influenzato da diverse opere, dalla cultura dei nativi americani, dalla
musica e dal vissuto delle due autrici.

bookoria

Bookoria è un sito/progetto fondato dall’associazione Iside Onlus Messina (promozione arte & cultura).