Leggendo ad alta voce…

Immaginate un tempo in cui non c’era internet né televisione… Lo so, per molti di voi sembrerà un incubo, ma superate lo shock e concentratevi sul lato “romantico” del momento storico (perché, sì, è esistito!). Immaginate una stanza accogliente, un camino con allegre fiamme, lampade a olio e una famiglia seduta su poltrone e divani. La mamma cuce vicino alla lampada, i bambini più piccoli giocano col cane davanti al camino, le due ragazze più grandi chiacchierano e ridono sottovoce sedute con le teste vicine vicine, mentre il maggiore resta in piedi a fissare le fiamme, immerso nei suoi pensieri forse sul futuro… Poi il padre arriva, si siede sulla sua poltrona preferita e apre un libro. La sua voce baritonale prosegue nella lettura di un libro iniziato per la sua famiglia la sera prima. È l’abitudine di queste persone ascoltare qualcuno leggere una storia sempre diversa. E questa volta è il turno del padre… D’altronde non hanno tv, non possono navigare nel web e, in generale, non conoscono la frenesia e l’angoscia globale del nostro tempo… I bimbi abbandonano i giochi e si siedono vicino al padre, il maggiore si accomoda sulla poltrona di fronte con un sorriso e persino le due ragazze smettono di parlare. La madre tende un orecchio pur continuando a rammendare…

Lo so, forse è un po’ troppo “romantica”, come scena, troppo idilliaca, ma come passavano le fredde serate invernali le famiglie, senza i mezzi di oggi? Probabilmente stavano insieme, parlavano, giocavano, scherzavano, litigavano e sicuramente leggevano l’uno per l’altro… Oggi la lettura è più un fatto “privato”. Leggiamo (se leggiamo) per noi stessi, non lo facciamo per qualcun altro, non condividiamo il momento. Peccato. In un mondo come il nostro, in cui condividiamo forse troppo sul web, nella quotidianità siamo spesso soli… Quindi, se vi va, perché oggi non provate a leggere l’inizio del vostra storia preferita o un articolo di giornale, persino un post come questo a qualcuno della vostra famiglia? Magari un nonno, un malato annoiato, chiunque voglia ascoltarvi… Magari alla fine sarete stanchi, avrete la voce forse un po’ roca, ma vedrete negli occhi dell’altro l’interesse, la gioia di sapere e, magari, di stare con voi…

Ecco quindi dei suggerimenti per questo esperimento…

Fantasy

“Dragonfriend” di Marc Secchia

La protagonista, Hualiama, rischia fin da subito una brutta fine, ma qualcuno la salverà, qualcuno di speciale, e sarà l’inizio non solo di una splendida amicizia, ma anche di una possibilità di salvezza per il regno… Amicizia, amore, coraggio, un fantasy che sembra incentrarsi sulla crescita e il sacrificio…

Pugnalata. Bruciata da un drago. Abbandonata alla mercé dei windroc. Ra’aba il traditore ha cercato di mettere Hualiama a tacere, ma non ha tenuto conto della zampa di un draghetto e del coraggio di una ragazza che rifiuta di morire.

Soltanto un’amicizia straordinaria potrà salvare il regno di Fra’anior, tanto amato da Hualiama, e riportare il re sul Trono d’Onice. Flicker, il prode draghetto. Hualiama, un’orfana adottata dalla famiglia reale. Il potere di un’amicizia pagata a caro prezzo.

Questa è la storia di Hualiama Amica dei Draghi, e di un amore che è diventato leggenda.

Fantascienza

“Due passi nel futuro” di Agnes Moon

Un giovane nobile che decide di fare qualcosa di straordinario, un mago e un detective… Elementi stravaganti per un romanzo che sta tra il fantasy e la fantascienza, ma che di sicuro riserverà azione e tanta avventura. Particolare.

Il futuro di Cedric Jefferson Douglas Hamilton III è stato stabilito fin dal giorno della sua nascita. Come primogenito il suo unico compito dovrà essere quello di perpetuare il nome della famiglia e divenire il Lord indiscusso della Contea di Hertfordshire.

Qualcuno però trama nell’ombra e Cedric è costretto a fare affidamento su abilità particolari che esulano dall’arte della guerra.

Un lavoretto facile facile, di quelli che filano lisci come l’olio e portano solo guadagno. Questo aveva pensato Ethan Ness, prima di ritrovarsi alle calcagna quattro energumeni intenzionati a riempirlo di botte.

E ci sarebbero anche riusciti, se all’improvviso uno strano ragazzo mascherato da paggetto non fosse intervenuto in suo soccorso. Sfoderando uno spadone più grande di lui.

Un giovane mago pasticcione e un detective privato disilluso dalla vita: due anime affini, separate da centinaia di anni, che si incontrano e si scontrano, lottando contro il fato avverso e facendosi beffe del famigerato “effetto farfalla”.

Horror

“Heptahedron” di Maurizio Cometto

Una serie di racconti che pur partendo dal “quotidiano” promette l’insolito, l’elemento che sorprende e sconvolge, che non dà “possibilità di fuga, né per il Personaggio della storia, né per il Lettore, e a volte nemmeno per lo Scrittore.”  Interessante proprio per quest’ultima affermazione della trama.

Una gara di ciclismo prende una piega inaspettata. Un cantiere di operai alle prese con un misterioso obelisco. Un nuovo mondo scoperto dai marinai di una spedizione del passato. L’inquietante rito di iniziazione di un gruppo di ragazzini. Un bizzarro modo di addormentarsi. Un epico, impossibile e definitivo concerto rock. Una telefonata misteriosa nel cuore della notte.

Facile distrarsi, leggendo questi sette racconti di Maurizio Cometto, uno dei massimi esponenti italiani di Realismo Magico. Facile abbassare la guardia, ritenendole innocue fotografie di vita quotidiana. Ma per il lettore sarebbe un grave errore, potenzialmente fatale. Cortázar – maestro assoluto del Realismo Magico, e fra i massimi ispiratori dell’immaginario di Cometto – scriveva infatti che attraverso la distrazione “irrompe qualcosa, un elemento altro”. E questo fa Cometto, da Prestigiatore della Parola, da Mago del (Fanta)Realismo quale è: ci distrae, con abili movimenti delle mani o del cappello, distogliendo l’attenzione da quello che sta davvero arrivando, l’Elemento Altro.

Perché arriva. E quando arriva, è troppo tardi. Non vi è più possibilità di fuga, né per il Personaggio della storia, né per il Lettore, e a volte nemmeno per lo Scrittore.

Che sovente, in Maurizio Cometto, sono tutte e tre la stessa persona.

Alla prossima, Cercatori di Parole!

M.S.Bruno