Mai sazi di letture

Il potere delle Parole è grande, e voi, miei cari Cercatori di Parole, lo sapete molto bene!

Come me, non siete mai stanchi di vagare tra le trame alla ricerca del libro perfetto… Perfetto? Non so se il libro “perfetto” esiste, ma anche se lo trovassimo (persino se lo avessimo già trovato), non smetteremmo comunque di cercare… Non saremo mai sazi di leggere! Come della ricerca in sé, d’altronde… Quindi, perché attendere oltre? Vi mostro i frutti del mio “peregrinare” di oggi…

Fantasy

“La luna di River” di Antonella Albano

Cosa nasconde Francesca, all’apparenza tranquilla insegnante con una doppia vita? Quale segreto turba la sua vita? Cosa si scatena in lei nelle notti di luna piena? Beh… dovrete leggere questo fantasy, che sa un po’ di thriller, per scoprirlo. Le premesse sono incoraggianti per una lettura coinvolgente. Interessante.

Francesca River Giordani non è una donna come le altre. Ha una doppia vita, e non solo perché è un’insegnante che ama la sregolatezza e i locali notturni. E nemmeno perché, appena può, abbandona il monolocale disordinato a Taranto per raggiungere l’antica masseria di famiglia in campagna.

No, Francesca non è una donna come le altre. Ha perso i genitori sei anni prima, e ancora fatica ad accettarlo. I dubbi la perseguitano, non le danno tregua. Cos’è successo davvero? È stata lei a ucciderli? E a chi chiedere, ora, la verità? Gli amici la sostengono, ma non può confidarsi con loro.

Non può abbassare le difese nemmeno con Christopher Ragusa, un ex soldato che si è appena trasferito vicino alla sua masseria. È solo, a eccezione del suo cavallo, Hero, e anche lui sembra avere segreti che lo tormentano, lo tengono sveglio.

Francesca può lasciare che qualcuno la ami se non conosce la verità su se stessa? Su quel passato che non riesce a ricordare? Solo fra i lecci e i fragni della Murgia ritrova la pace. È lì che, nelle profondità ombrose del bosco, durante le notti di luna piena la sua rabbia diventa qualcos’altro, qualcosa di vitale e mostruoso…

Fantascienza                                              

“E SE…?: …accadesse d’avvero?” di Giampietro Pegoraro

E se… Un bel “gioco” immaginare cosa accadrebbe “se”… Tutto diventa possibile e… plausibile. Sì, proprio plausibile, se si pensa a come staremmo in un mondo in cui la tecnologia a cui siamo assuefatti diventasse inservibile. Come ci comporteremmo, come vivremmo se ci ritrovassimo come i nostri avi senza alcun agio della vita moderna? Questo romanzo promette di presentarci questo “scenario ipotetico”, ponendocelo quasi come un esperimento pseudo scientifico… Curioso e attuale.

Noi siamo talmente abituati ad avere il cellulare sempre in mano che ce lo portiamo anche a tavola, il suo posto è lì, a destra; appena sopra il coltello e il cucchiaio. E non è inusuale che, per leggere i tanti messaggini, c’è lo portiamo persino al ces….

Tenersi in contatto o conoscere quello che pensano i nostri amici attraverso Facebook è prioritario. Spostarsi in automobile verso luoghi meno conosciuti è impensabile senza un navigatore satellitare.

Ormai tutte le operazioni vengono svolte da computer, prenotazioni di viaggi, ordini on-line. I calcoli sono sempre più elaborati da sofisticate calcolatrici tanto che ormai, fare una semplice divisione, è diventato arduo.

Cosa accadrebbe se un giorno, forse non così proprio lontano, un asteroide, carico di un forte indotto magnetico che irradia la sua incontrollabile potenza propulsiva nella stratosfera, entrasse nell’orbita terrestre sconvolgendo tutti i sistemi basati sul magnetismo?

La polarità dell’asse terrestre del nostro pianeta ne sarebbe sconvolta: non funzionerebbe più la bussola e i riferimenti GPS, salterebbero tutti i sistemi di trasmissione dati, tutti i motori elettromagnetici, non si accenderebbero le auto, non volerebbero gli aerei, le rotaie resterebbero deserte. Non funzionerebbe… niente.

E come può una persona, che si trova bloccata nella verde Irlanda, tornare necessariamente a casa entro 30 giorni? Attraversare 2 tratti di oceano, l’Inghilterra, la Francia e le Alpi e poter tornare infine in Italia dalla sua famiglia e dai suoi cari? Auto, navi, aerei, treni… non funziona più nessun tipo di motore.

Può bastare un coltellino svizzero e tanto, tanto ingegno, misto ad una enorme forza di volontà, per un ingegnere civile come Matteo o una neo laureanda in agraria come Susanna, per supplire alla mancanza di tecnologia moderna alla quale siamo indissolubilmente schiavi?

E soprattutto… riuscirà questa forza magnetica, capace di bloccare tutto, a fermare il processo naturale dell’amore tra i due protagonisti? …proviamo a scoprirlo.

PS: Ovviamente questa è una supposizione fantascientifica, ma se… accadesse davvero?

Come? In che anno siamo? Boh, fate voi. Potrebbe essere anche domani.

Horror

“Quattro minuti a mezzanotte” di Filippo Semplici

C’è del pathos nel titolo di questo racconto… Una sorta di conto alla rovescia contro l’inevitabile, contro l’incubo in agguato… Subdolo, contorto, macabro, l’incubo non ha una vera e propria forma, ma si adatta e con esso anche l’orrore. Promettente.

Puoi incontrarlo nelle sembianze di un gattino, o in quelle di un perfido serial killer. Puoi incontrarlo sotto il letto, dove le paure più spaventose prendono forma, o in un semplice selfie. Puoi incontralo appena dietro di te. È l’incubo. E quando lo riconosci, è già troppo tardi…

 

 

Mistero e avventura sono le cose che preferisco in un libro e questi tre titoli sembrano proprio “incarnare” le mie preferenze. Spero anche le vostre…

Alla prossima settimana, Cercatori!

M.S.Bruno

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