Maria Stella Bruno

snapshot_20140827_2Nome scrittore: Maria Stella Bruno
Anno di nascita: 1981
Bio: Nata a Messina, l’11 Novembre 1981, ha conseguito il diploma magistrale. Iscrittasi a Lettere e Filosofia, facoltà di Lettere Moderne, ha lasciato gli studi dopo due anni, poiché alla ricerca di se stessa. Da quel periodo di introspezione trae energia e ispirazione per le sue poesie a tema esistenziale, alcune delle quali sono state inserite in diverse antologie, come “Olympia città di Montegrotto Terme 2003” e “Comune di Candia Lomellina 2004”. La poesia “In un soffio di vento” si aggiudica il primo posto nel premio letterario “Il Club egli autori 2002-2003” e grazie a questo vede pubblicata una sua raccolta di poesie “Clessidre Notturne”, anche se solo in cento copie e fuori commercio. Ma le parole delle poesie presto non bastano per esprimere quella creatività che ella ha in sé fin da bambina, quindi, si dedica alla stesura del suo primo vero romanzo, “Il Drago Infinito – I custodi”, che nel 2006 pubblica con la casa editrice Montedit. Il romanzo si aggiudica il secondo posto nel premio letterario “N. Giordano Bruno 2006” XV ediz. e viene anche recensito dal critico d’arte, professoressa Maria Teresa Prestigiacomo. Nel 2007, Maria Stella Bruno si aggiudica il premio in ricordo di Anna Moleti Belfiore per scrittori emergenti. Nel 2012, il suo primo romanzo viene nuovamente pubblicato, riveduto e corretto, con la Edizioni il Pavone, col nuovo titolo “I custodi dei frammenti” della saga “Il Sigillo Del Drago Infinito”, come ebook. Sempre con la Edizioni il Pavone, nel 2013 esce l’inedito secondo volume conclusivo della suddetta saga, “La Spada e il Drago”. L’anno successivo, con molte più liriche e in ebook, esce la sua prima raccolta di poesie “Clessidre Notturne”. A Novembre 2015, verrà pubblicato “L’Erede Perduto”, I volume di una nuova saga Epic-Fantasy, “L’Occhio del Veggente”, mentre a Gennaio 2016 uscirà il romanzo di fantascienza “Nuova Era”.
Lettrice appassionata, non ha mai smesso di cercare di conoscere nuove cose, dalla filosofia orientale alla letteratura in genere.
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INTERVISTA:

– Raccontaci dei tuoi libri… 
“Scrivo prevalentemente storie d’avventura. La mia saga “Il Sigillo del Drago Infinito” è composta da due soli volumi (“I Custodi dei Frammenti” e “La Spada e il Drago”), ma pur essendo un fantasy, non tratta delle classiche caratterizzazioni del genere, tipo elfi e maghi. La storia ruota intorno ad un libro di profezie, sigillato e nascosto, un libro entrato nella leggenda che qualcuno vuole ritrovare per “dominare il futuro”. Naturalmente c’è chi cercherà di impedirglielo…
“L’Erede Perduto”, di prossima uscita (l’11 Novembre 2015), potrebbe considerarsi come una sorta di pre-sequel de “Il Sigillo del Drago Infinito”, dato che narro le avventure di chi scrisse quel famoso libro di profezie e del suo gemello, ma è una storia a sé. Le vicende di Alwaid e Xaver sono diverse e molteplici. Una crescita, la loro, graduale verso un destino per entrambi da “leggenda”.
“Nuova Era” sarà pubblicato a Gennaio 2016 ed è un romanzo di fantascienza. Ho abbandonato il Medioevo “alternativo” dei precedenti volumi, per immergermi in un mondo freddo, duro e futuristico, in cui la tecnologia e l’ingegno umano possono fare la differenza.
Ma non scrivo solo romanzi… Ho pubblicato anche “Clessidre Notturne”, una raccolta di poesie a carattere esistenziale, incentrate sul concetto di “Tempo” e “Mistero”… Lo scorrere del primo e il profondo abisso che cela il secondo, specie nell’animo umano….”

– Dove trovi l’ispirazione per una storia?
“Da ciò che mi circonda. Dalle mie paure, dai miei sogni (ad occhi aperti e anche notturni), da ciò che mi accade nel quotidiano e che leggo. Dalle curiosità che il mondo offre. Da qualsiasi cosa, in pratica… Ad esempio il nome “Ajhall” (uno dei protagonisti della saga de “Il Sigillo del Drago Infinito”) mi è stato ispirato da una madre che, in spiaggia, gridava a sua figlia: “Sta’ a galla!”. A-galla è diventato Ajhall, il nome perfetto per un marinaio furbo e scanzonato, capace di restare “a galla” anche nelle situazioni più disperate!”

– Quando hai iniziato a scrivere? Raccontaci la tua storia…
“Ho cominciato a scrivere fin da bambina, ma all’epoca era più un gioco. Imitavo mia madre. Ma crescendo le cose sono cambiate… Prima ho iniziato a esternare i miei pensieri con i versi, con poesie un po’ ermetiche, poi ho messo su carta ciò che immaginavo. Anche se “I Custodi dei Frammenti”, il mio primo libro, ha avuto ispirazione da una mappa. Prima ho disegnato i luoghi, immaginandovi le genti e le culture che li abitavano e infine ho scelto quale storia raccontare per iscritto…”

– Cosa ti ha spinto a scegliere il tuo genere letterario?
“Sia il Fantasy che la Fantascienza, permettono all’immaginazione di sbizzarrirsi. Le possibilità sono infinite come le cose su cui puoi fantasticare. Sono poche le “restrizioni” di questi generi, a cui si può accorpare molti altri: avventura, giallo, romance, ecc… Per questo motivo mi sono spinta prevalentemente verso il fantasy epico e d’avventura o la fantascienza, ma non mi precludo niente. Mi piace scrivere, perciò, in base all’ispirazione, qualsiasi genere andrà per me benissimo.”

– I tuoi generi letterali preferiti… 
“Non ho un genere preferito. Leggo di tutto, anche se ammetto che tra un libro d’avventura e uno che tratti di drammi amorosi, scelgo senza indugio il primo. Magari, però, finito quello, leggerei anche l’altro…”

– Quanti libri/ebook leggi in media l’anno?
“Dipende se sono immersa nella stesura di un nuovo romanzo o no. Comunque, direi tra i cinque e i dieci, ma il conto sale se non scrivo…”

– La fantasia influenza i tuoi scritti oppure usi un metodo di scrittura razionale?
“Direi che tutto inizia con la fantasia. L’imput, l’idea iniziale, alcune scene che immagini “dal nulla”, senza contesto, sono tutto frutto di fantasia, poi “entra in scena” la scrittura razionale, la “scaletta” degli avvenimenti, le caratterizzazioni dei vari personaggi. Insomma tutto quel lavoro che da armonia e coesione ad una storia… Però la fantasia, intesa soprattutto come pensiero libero, immaginazione pura, è fondamentale, anche se è difficile da “domare”… A volte mi capita di immaginare qualcosa e di dover faticare parecchio per portare la storia a quel punto. Come è successo per la scena degli specchi de “La Spada e il Drago”… E’ stata la prima che ho scritto. Perciò, quando ho iniziato, sapevo come si sarebbe conclusa la storia, ma non come arrivarci… Mi è successo anche con dei personaggi. Conoscevo tutto di loro, ma non come avrebbero interagito con la storia che stavo scrivendo.”

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Bookoria è un sito/progetto fondato dall’associazione Iside Onlus Messina (promozione arte & cultura).