Stavolta… uno sfogo!

Carissimi Cercatori di Parole,

lo so che leggete questa rubrica per informarvi su possibili, nuove letture, ma oggi voglio fermarmi e fare una riflessione diversa, seria… direi quasi uno sfogo… Secondo voi perché un autore scrive? Si parla di passione ovviamente, ma qualcuno ancora crede di poter “fare soldi” (che poi è un’illusione, a meno di non essere legato a una grande CE) con poco, pochissimo sforzo… Beh, devo dire che non può esserci niente di più falso.

Uno scrittore, uno vero che ci tiene, passa ore e ore a limare una frase, a rendere la sua storia fluida, credibile… Passa giorni, mesi, a volte anche anni a scrivere, ritagliando ogni attimo libero del quotidiano alla propria storia. E infine, dopo tanto lavoro, quando ha concluso il romanzo, lo leggerà e rileggerà per non farsi sfuggire alcun errore. Magari qualcuno infine scapperà comunque, ma ciò è dovuto al fatto che nessuno è perfetto! Perché dico questo? Perché c’è chi per raggiungere lo scopo illusorio di “fare soldi”, ma evitando tutto il lavoro, cosa fa? Beh, plagia interi romanzi di altri autori oppure imbastisce vere e proprie campagne diffamatorie (con tanto di recensioni fasulle) per affossare il libro “rivale”…

Come sapete già, io mi diletto a scrivere ed ho molti amici che fanno altrettanto, e ultimamente ho notato questa strana, orribile tendenza. Mi sorgono spontanee, però, delle domande… Tenendo conto dei risvolti penali e amministrativi di un plagio, perché farlo? E’ chiaro che prima o poi si verrà “sgamati”! Perché appropriarsi della fantasia altrui quando ci si può servire della propria? Qualcuno dirà “l’emulazione è il primo segno del successo” e NO, dico io! Proprio in nome dello sforzo fatto, dell’amore che l’autore mette nella sua storia, non può accettare che il libro venga piratato o plagiato. In ogni cosa ci vuole rispetto e l’autore rispetta il lettore cercando di dare tutto se stesso per creare una finestra su di un “nuovo mondo” in cui egli potrà ritrovarsi per divertirsi, distrarsi, emozionarsi… Ma dal canto suo il lettore deve rispettare lo scrittore denunciando l’atteggiamento di certi “furbetti” (chiamiamoli così) che credono di potersela cavare rubando, perché di questo si tratta, l’operato di un altro!

Una considerazione a parte, sempre negativa, la merita chi invece scrive con o senza talento, ma piuttosto di pensare a pubblicizzare i propri romanzi, vive di invidia reputando ogni altro libro come “rivale”… Ma stiamo scherzando??? Siamo davvero giunti a questo? La fantasia umana non ha confini (come la stupidità) o non dovrebbe averne, quindi perché credere che un lettore non possa spaziare tra diverse storie e generi? Perché pensare che la fortuna di uno scrittore appanni il nostro possibile successo? Da sempre, mi impegno a pubblicizzare altri autori e non mi aspetto di essere ricambiata, non chiedo soldi e non mi “offendo” se un autore/autrice riceve un contratto da una CE o mi supera in classifica… Anzi, mi indigno quando ascolto o leggo gli sfoghi di chi ha affrontato simili situazioni trovandosi a combattere da soli contro i furbastri.

Eppure questi atteggiamenti sono ormai diventati comuni, come se uno schermo e la sorta di anonimato che esso offre, possano dare la licenza di fare e dire tutto quello che si vuole. Insultare, rubare, stalkerare e… non solo fra autori o lettori, non è etico, non è ammissibile, non è giusto!

Scusate lo sfogo, Cercatori! La prossima settimana torneranno le segnalazioni per promulgare nuovi autori e nuove letture, per dimostrare, malgrado tutto, che l’invidia e l’imbroglio non riusciranno comunque a sopraffare i buoni intenti!

M.S.Bruno