In un caldo mattino d’estate…

Le pale del ventilatore girano, ma l’aria che smuovono non rinfresca l’ambiente. In compenso, il basso ronzio accompagna il ticchettio delle mie dita sulla tastiera. Mi fermo un attimo e svuoto il bicchiere di succo di frutta ghiacciato. Fa caldo, di quel caldo che fa “gongolare” i meteorologi alla tv (ma perché sorridono sempre mentre annunciano la fine del mondo?) e boccheggiare noi miseri mortali in ascolto delle loro parole… Ed è ancora Luglio, l’ultimo giorno di questo mese che presagisce un Agosto ancora più infuocato. Riprendo a concentrarmi sul computer. Questo nuovo capitolo promette di impegnarmi più del precedente, ma mentre scrivo il seguito di “Nuova Era”, la mia mente corre a un anno fa…

Come oggi, il mio primo, vero romanzo veniva ripubblicato (lo era già stato, anche se in due diversi volumi), intero, col titolo de “Il Sigillo del Drago Infinito”. Quando c’è una ricorrenza, far le somme è quasi un obbligo ed io posso ritenermi soddisfatta. Sono molto legata a quel primo romanzo. Forse, se lo scrivessi ora sarebbe completamente diverso, ma avevo dieci anni di meno quando iniziai a vivere le avventure di Safav, Ajhall e Inoha… La mia vita per molti versi era diversa e le mie prospettive, sogni, illusioni erano altre… Forse ero più ingenua (non che oggi sia cinica), forse il mio stile si stava ancora formando… C’è chi dice che il primo romanzo è in qualche modo autobiografico… Ecco, non credo possa dirsi il mio caso! Ma le vicende dei miei eroi parlavano comunque di me, delle mie paure, dei miei ideali, di ciò che credevo giusto o sbagliato. In seguito, negli altri miei scritti non credo di aver smesso di “parlare di me”, ma ho indossato più maschere, il mio ordito è diventato più complicato, più adulto… Sono cresciuta, nel bene o nel male, ma cosa penserebbe la ragazza che nel 2006 ha visto per la prima volta pubblicato la prima parte del suo romanzo alla donna di adesso che di storie ne ha già pubblicate quattro (più raccolte di poesie e racconti)? Non saprei… Non voglio pensarci. Fa troppo caldo. Torno a rivolgermi al computer. Prendo gli appunti e decido di scrivere questo post. Dopo avervi annoiato con le mie riflessioni, come potrei farmi perdonare? Lo so!

Eccovi i consigli che stavate aspettando. Buone letture che potrebbero accompagnarvi in questi gironi caldi…

 

Fantasy

“Maledetti dalle fiamme” di Giuseppe Recchia

Streghe votate alla distruzione, città tormentate da lotte di potere e attività clandestine, biblioteche dimenticate e misteriose, ecco i cardini di questo romanzo che vuol mostrare il “lato oscuro del fantasy”… Una storia che cerca sicuramente di essere diversa dal consueto…

“Le lotte intestine di Gomorra. Un piede nel logoro mondo reale e l’altro nell’incubo come in Stranger Things. E poi Touronne, pulsante e dannata: forse l’unica città per la quale Lovecraft avrebbe lasciato la sua stanza.” Alfonso Zarbo

Touronne è un covo di disperati, fuggiti dalla Guerra Eterna. La chiamano la Città Libera ma è una terra malata, con un Governo corrotto che deve proteggere il suo dominio da un Tribunale pronto a condannare chiunque, mentre dal sottosuolo trasuda il marcio delle attività clandestine e delle lotte tra Capi. Varamir è un poco di buono: si fa chiamare Principe e sopravvive nei bassifondi soltanto grazie alla sua faccia tosta, alle menzogne e alla bravura con le carte. Nel lontano Ovest, suo fratello Iska ha risvegliato per sbaglio il potere di una delle Sorelle Nere, streghe votate alla distruzione dell’intero genere umano. La speranza è celata in antiche biblioteche, sepolte secoli prima, al sicuro, dagli ultimi grandi maghi. Tra ribaltamenti di potere, incursioni religiose e un mondo più infetto che mai, il lato oscuro del fantasy incombe sui Maledetti dalle fiamme.

Fantascienza

“AMREN, il legame” di Mike S. Asch

Quale segreto cambierà la vita di Bruno? Chi era veramente suo zio? Come farà ad essere proiettato in altri mondi? Sopravvivrà a tutto ciò? Queste sono le domande a cui risponderà chi leggerà questo romanzo di fantascienza dai toni misteriosi e interessanti…

“La Terra, Neèb? La Terra?” ripeté.

“Quel pianeta è malsano e pericoloso, popolato da gente senza nessuna speranza di rinascita. E’ un mondo morto, su cui abitano uomini morti. Mettiti il cuore in pace, le cose lì non faranno altro che peggiorare.”

La vita di Bruno Regoli, un astronomo abruzzese, è ormai giunta ad un punto morto. A 28 anni si ritrova improvvisamente solo, abbandonato dalla donna che ama, lontano dalla sua città natale e distrutto per il lutto improvviso del suo amato zio Giorgio. Ma qualcosa di inspiegabile sta per accadere, qualcosa che mai si sarebbe immaginato. Era sicuro di conoscere suo zio?

Un incredibile segreto cambierà per sempre la vita di Bruno, proiettandolo in mondi sconosciuti, pieni di meraviglia e di insidie, in un gioco di potere terribilmente più grande di lui.

Horror

“L’Altra Strada” di Alessandro Girola

Un povero impiegato stressato dalla fidanzata, dal suo capo e dal traffico deciderà di cambiare il pecorso consueto per arrivare prima a lavoro… Ma sarà una buona scelta? Non credo… Che segreti nasconde quella strada prima chiusa, ma soprattutto dove porta? Un horror inquietante, perché nasce da un contesto che può interessare ognuno di noi… Conviene lasciare la strada vecchia per la nuova? Non sempre, a quanto pare…

Luciano ha un ultimatum dal suo nuovo datore di lavoro: smetterla coi ritardi, pena il licenziamento per giusta causa.

Peccato che la superstrada per arrivare in ditta sia interrotta da un cantiere che ne rallenta drasticamente la circolazione. Il caldo soffocante di un classico luglio brianzolo e i litigi con la sua compagna rendono tutto più complicato, al punto che Luciano si avvicina pian piano al punto di rottura.

La possibile soluzione è rappresentata da una strada secondaria, situata nel paese di Bulciate Morgora, talmente anonimo e insignificante da essere sconosciuto ai più.

Dopo anni di inagibilità la rampa d’accesso per Bulciate è stata momentaneamente riaperta in seguito ai lavori sulla superstrada, ma nessuno pare volerne usufruire.

Luciano, esasperato dall’ennesima mattinata trascorsa nel traffico, decide di provare quel percorso alternativo.

Ma dove porta realmente l’altra strada?

Cosa troverà oltre il tunnel situato sotto il cavalcavia ferroviario di una tratta che nessuno pare più utilizzare dagli anni ’70?

Cosa o chi ha causato il progressivo isolamento di Bulciate Morgora?

Perché qualcuno ha scritto la parola “Sheol” all’uscita del tunnel, coprendo il cartello segnaletico del piccolo paese della Bassa Brianza?

Luciano è pronto a provare sulla sua pelle il vero significato del proverbio “Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova.”

Bene, per oggi abbiamo concluso.

Alla prossima, Cercatori di Parole! Non smettete mai di cercare…

M.S. Bruno

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