Veronika Santiago

unnamed-8Nome scrittore: Veronika Santiago
Anno di nascita: Coperto da segreto di Stato
Bio: “Nata e cresciuta nella città del Sommo Poeta, ivi laureata con il massimo dei voti, attualmente lavora nel campo della creatività per un’azienda di fama internazionale. Ha iniziato a scrivere all’età di tre anni e da allora non ha più smesso…”
Questo è ciò che avrei voluto dirvi di me ma l’unica informazione che risponde a verità è il mio luogo natio, dove vivo e lavoro. In realtà, grazie ai consigli non richiesti di una zelante professoressa delle scuole medie, sono finita al liceo scientifico che ho concluso con sufficienze striminzite in matematica e ottimi voti nelle materie umanistiche. Poco tempo dopo il diploma sono stata assunta nell’azienda dove tuttora lavoro occupandomi di contabilità, e per quanto possa sembrare un impiego che non necessita di creatività, vi assicuro che a volte per scovare le differenze ci vuole tanta fantasia…
Ma questo è solo ciò che faccio, una copertura, un mantello di quotidianità e apparenza sotto il quale nascondermi. La domanda più difficile a cui rispondere è: chi sono?
Come il fuoco m’infiammo facilmente lasciandomi cenere alle spalle e a pochi è concesso avvicinarsi senza rimanere scottati.
Come la terra agogno la primavera e come dura roccia sono testarda ma non temo di sbagliare, tornare sui miei passi e riprovare.
Come l’aria la mia mente vaga tra nuvole e tramonti e spesso la vita di tutti i giorni mi sta stretta seppure a volte la trovi rassicurante.
Come l’acqua incessantemente scorro attraverso la vita, aggirando gli ostacoli, passando sopra agli impedimenti, fuggendo il rischio di fermarmi e stagnare.
Come l’etere volgo lo sguardo su un mondo di infinite potenzialità, di promesse da mantenere, di sentieri non ancora battuti e spesso sento di non essere niente e qualche volta di esistere in tutto.
E ora sono qui per raccontarvi la storia del nostro pianeta, una storia che in pochi conoscono perché svoltasi prima dell’avvento del genere umano, quando la Terra era abitata da creature che governavano gli elementi. E voglio svelarvi la verità perché la ruota è ormai giunta alla fine del suo giro e chiunque di voi potrebbe essere l’Erede designato di quel glorioso passato.
Links: https://www.facebook.com/laguerradeglielementi/
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INTERVISTA:

– Raccontaci dei tuoi libri…
“La saga “La Guerra degli Elementi” è composta da quattro libri: “Gli Eredi di Atlas”, “Il Varco dell’Apocalisse”, “La Tempesta del Tempo” e “I Manoscritti del Destino”. La storia, di genere urban fantasy, si sviluppa su due filoni solo apparentemente paralleli: da una parte abbiamo le vicende accadute millenni or sono in Atlas e la battaglia tra i Reggenti che ha portato al loro totale annientamento, cancellandone il ricordo addirittura dai libri di storia; dall’altra vediamo i protagonisti, quattro ventenni nella Scozia di oggigiorno, essere condotti con false promesse, bugie e sotterfugi a OgniDove, luogo magico in cui scopriranno di essere gli Eredi del potere elementale dei Reggenti di Atlas. Questi due filoni, a dispetto dell’enorme distanza temporale, si intersecheranno creando forti correlazioni che condizioneranno l’evolversi degli eventi e la maturazione dei personaggi. Il rapporto tra le vicende accadute in Atlas e le reazioni dei protagonisti nel presente mostrerà la staticità dei concetti di Bene e Male a favore di un processo di evoluzione che richiede sacrificio, grazie alla piccola ma potente imperfezione insita nel Grande Disegno: il libero arbitrio. Nonostante i combattimenti e i grandi poteri acquisiti, l’idea guida della storia è resa attraverso le piccole battaglie personali dei protagonisti, battaglie che alla fine si riveleranno più dure di quelle a fil di lama.
Credo che un punto di forza ne “La Guerra degli Elementi” sia proprio la maturazione dei personaggi. Si tratta di ragazzi come tanti che, d’un tratto, si trovano a dover fare i conti con un’eredità magica inaspettata e una responsabilità decisamente scomoda. Nello scrivere mi domandavo spesso “Se fosse successo a me, come avrei reagito?”. Non credo si possa accettare di buon grado e a cuor leggero che la tua vita e le tue aspettative vengano spazzate via di punto in bianco. Loro non l’hanno fatto. Questo li rende molto umani: eroi per destino e non per scelta si trovano a dover accettare un fardello pesante e non sarà un processo facile. Al di là dei poteri che derivano dall’eredità di Atlas, però, i ragazzi scopriranno che la vera forza risiede nell’anima dell’essere umano e saranno le loro scelte e la loro maturazione interiore alla fine a fare la differenza nelle sorti della battaglia.
E poi c’è un’isola che esiste ovunque e in nessun luogo. C’è una storia del mondo che non è proprio quella scritta sui libri di scuola. Ci sono riti magici e leggende, oscuri incanti e realtà parallele. E soprattutto niente è solo ciò che sembra.”

– Dove trovi l’ispirazione per una storia?
“Non cerco l’ispirazione… a dire il vero è lei che trova me. Ho spesso la mente piena di avvenimenti, personaggi, luoghi inesplorati… se non scrivessi credo che alla fine mi scoppierebbe la testa. Non sono io in realtà a cercare le storie, sono loro che si presentano nella mia mente e pretendono di essere scritte. Credo che le storie esistano già tutte nel mondo delle idee: lo scrittore è solo la persona che si prende la briga di raccontarle. Nel corso degli anni molte storie si sono meritate solo poche pagine, niente più che racconti, alcuni addirittura scene estrapolate da un qualsivoglia contesto; in poche parole, niente che valesse la pena. Finché un giorno si sono presentati alla mia attenzione Duncan e Aisha (chi li conosce converrà con me che sono tipetti testardi) e non mi hanno più lasciata in pace. Intorno a loro si sono stretti amici e mentori, luoghi incantati, leggende e profezie, e una storia del mondo che non è proprio quella che abbiamo studiato. Il contesto intorno a loro si è ampliato, arricchito di particolari, nuovi incanti ed esseri fatati, e poche pagine non bastavano per togliersi tutto dalla testa. Sono stati i personaggi a prendermi per mano per mostrarmi le loro vicissitudini, non sono mai stata io a dettare l’andamento della storia e quando ci ho provato, le pagine scritte sono state cestinate senza neanche passare dal via. Sono stati loro a guidarmi in quest’avventura, svelandomi man mano che andavo avanti un tassello in più degli avvenimenti di Atlas, di OgniDove e della SacraScozia.”

– Quando hai iniziato a scrivere? Raccontaci la tua storia…
“Ho iniziato a scrivere sui banchi di scuola per sopportare le ore di lezione più noiose; inventavo storie che mi portassero lontano da quell’aula, ma i professori pensavano che prendessi appunti quindi non mi hanno mai detto niente. In piena adolescenza mi sembrava che solo quella pagina bianca riuscisse a capirmi e spesso mi sentivo più in compagnia con carta e penna che in mezzo ai miei compagni di classe. È iniziata un po’ così, per sfogo, per noia, per necessità, finché non è diventato un modo d’essere, di esprimermi in un mondo che in quei giorni mi pareva tanto alieno. Ed ero anche convinta di scrivere delle gran belle cose, profonde e interessanti… povera me, rileggendo il tutto ad anni di distanza mi sono resa conto che erano delle vere porcherie. Per fortuna nessuno ha portato la croce di dover leggere quella roba che ancora oggi riposa ben nascosta ad occhi curiosi. In seguito scrivere è diventata un’abitudine, ma ancora non c’era né la pretesa né la volontà di creare qualcosa di strutturato e fruibile per un potenziale pubblico. Solo diverso tempo dopo ho voluto vedere se ero in grado di scrivere qualcosa di più articolato di un racconto o di qualche pagina volante che riportasse i sogni della notte appena trascorsa o la descrizione di eventi quotidiani arricchiti con un po’ di fantasia. Non sapevo se ne sarei stata capace, ma finché non si prova non si può mai dire, giusto? Così è nata la saga “La Guerra degli Elementi”. E ovviamente il mio rapporto con la scrittura è cambiato durante quest’avventura: è diventato qualcosa di quotidiano, di cui non riuscirei più a fare a meno.”

– I tuoi generi letterali preferiti…
“Senza dubbio il fantasy. Leggere mi è sempre piaciuto, fin da bambina, ma la mia passione per il genere fantasy in particolare, è nata diversi anni fa quando mio cugino mi ha regalato per Natale una splendida edizione di “Lo Hobbit” rilegata con tanto di disegni e note. Avevo dieci anni e fino ad allora avevo letto solo i libri consigliati dalla scuola. Che bella scoperta fu entrare nella Terra di Mezzo tra hobbit e nani, draghi e tesori! Da quel momento il fantasy è diventato il mio genere preferito e lo è ancora oggi, in tutti i suoi mille sottogeneri dall’urban all’epic. Leggo di tutto, ci mancherebbe, e certo non disdegno thriller e romanzi storici, ad esempio, ma come si dice “il primo amore non si scorda mai”.”

– Quanti libri/ebook leggi in media l’anno?
“Tra i trenta e i quaranta. Mi piacerebbe poter leggere molto di più, purtroppo però il tempo è poco. Leggo soprattutto la sera, prima di andare a letto, e spesso mi addormento con il libro in mano.”

– La fantasia influenza i tuoi scritti oppure usi un metodo di scrittura razionale?
“Ho provato a un certo punto a fare le cose per benino, utilizzando un metodo razionale, con scalette e tutto il resto, ma proprio non funzionava: il risultato è stato disastroso e le pagine scritte con questo metodo buttate via senza rimpianti. Così mi sono liberata di schemi e tracce, ho messo la penna sul foglio e mi sono fidata della storia che pian piano si stava affacciando alla mia mente, sviluppandosi da sola man mano che andavo avanti da un libro all’altro. Da qualche parte dentro di me sapevo che la storia esisteva già, una sensazione vaga che tuttavia, pagina dopo pagina, diventava certezza. E ho deciso di fidarmi, di farmi prendere per mano e accompagnare laddove la storia mi avrebbe portata, fino alla parola fine. Un atto di fede o forse una pazzia, sicuramente un’avventura straordinaria.”

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Bookoria è un sito/progetto fondato dall’associazione Iside Onlus Messina (promozione arte & cultura).